Mercoledì, 23 Luglio 2014 16:24

Sei modi per aumentare la felicità sul posto di lavoro

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Condividiamo che quando i dipendenti sono felici sono anche più produttivi, più creativi e meno propensi ad andarsene dall’azienda? E non si tratta di sostenere costi enormi per implementare complicati e poco credibili processi formativi. Una volta che sarai diventato capace di integrare il buonumore ed il rispetto nella cultura della tua impresa, tutti ti seguiranno!

 

In un’epoca di incertezze e di scarsa fiducia è perspicace colui che cerca di fare l’impossibile per evitare l’insoddisfazione tra i propri dipendenti. Il malcontento produce demotivazione e può addirittura generare boicottatori tra le mura domestiche dell’azienda. Perché in pochi (purtroppo!) abbandonano il posto di lavoro quando si sentono demotivati e cupi; la maggior parte continua a trascinarsi ogni mattina sul posto di lavoro con una interminabile inerzia autolesionistica che trova rinfranco solo quando vede che anche altri fanno fatica o soffrono nell’assolvere quotidianamente le proprie responsabilità. È, questa, una situazione rischiosa da non augurare neanche ai propri nemici, tuttavia, molto più diffusa di quanto non si pensi!

Ho conosciuto imprenditori che, convinti della malafede dei propri dipendenti, facevano segnare su di un registro tutte le pause dal lavoro: andare in bagno, prendere un caffè, rispondere al telefono privato ecc. Ho visto, nello stesso posto, dipendenti rallentare il proprio ritmo lavorativo perché si sentivano trattati ingiustamente e manager che spendevano molto tempo “on line” nella ricerca di nuovi posti di lavoro. Certe situazioni non giovano a nessuno. Ma è nato prima l’uovo o la gallina?


Tutti gli imprenditori e i manager dovrebbero investire tempo ed energie per rendere la propria azienda il luogo ideale per lavorare. Dovrebbero, tuttavia, tenerci davvero. Perché le finzioni hanno le gambe corte! Non lasciare al caso le questioni caratteriali e relazionali. Presta attenzione ai tratti di personalità dei dipendenti e, se può servire, quando assumi qualcuno sceglilo anche in base al carattere. Promuovi un ambiente di gioia, oltre che di duro lavoro e professionalità. Un luogo in cui le persone si sentano tali. Il lavoro nobilita l’uomo, si dice, ma questo accade quando il lavoro ha un senso, cioè quando chiarisce ad ogni individuo le motivazioni dell’esistere. E ciò è possibile solo in contesti che lo rendono tale.

Vuoi provare a portare un po’ di buon umore nella tua azienda?

 

Segui questi sei suggerimenti:

1. Dai l’esempio.

I tuoi dipendenti seguono sempre il tuo esempio. Come per i figli, per cui non bastano mille parole a spiegare ciò che i padri per primi non riescono a fare, lo staff segue le orme dei capi. Se interagisci con il team in modo serio e formale succederà che i dipendenti sentiranno il bisogno di essere professionali in ogni momento. Quando lasci spazio all’incontro, invece, dedicando alcuni minuti, nel momento opportuno, ad ascoltare i tuoi dipendenti ed a parlare con loro in modo più confidente, vedrai diffondersi un senso di rispetto che comprende quando è il momento della formalità e quando si può essere più amichevoli. Un pizzico di umorismo ed auto ironia può essere concretamente d’aiuto. Quando i dipendenti si sentono gioiosi, sono più motivati e producono un lavoro migliore.

2. Non confondere la serietà con la solennità.

Il buon umore o la risata consentono a molte persone di affrontare situazioni stressanti con maggiore intensità. Se la tua azienda è nel mezzo di una crisi e un impiegato ironizza con una battuta, non dare per scontato che non stia prendendo sul serio la situazione. L'umorismo può essere un grande catalizzatore di idee creative ed una via per il problem solving. Quanto più i membri dello staff sono preoccupati su come comportarsi correttamente, tanto meno essi saranno concentrati sulla ricerca di una soluzione.

3. Valuta la felicità come valuti i risultati.

Se hai un sistema di vautazione interno del personale, includi una sezione sulla felicità, trovando il modo di valorizzare i benessere dei dipendenti e la soddisfazione sul lavoro di ciascun membro del personale. Prendi l'abitudine di chiedere ai tuoi dipendenti che cosa li rende soddisfatti sul lavoro e cosa no. Se qualcuno ha una particolare questione, fai del tuo meglio per ascoltare, capire e trovare una soluzione. Offri comunque regolarmente a tutti la possibilità di parlare serenamente e francamente con te - senza ripercussioni e senza la paura di perdere il lavoro se avessero delle critiche da addurre - creerà grande fiducia all'interno del tuo team.

4. Promuovi l’ottimismo.

Le riunioni del personale possono rapidamente diventare monotone. Usa ogni incontro come un'opportunità per favorire dinamiche di gruppo positive. Non avere paura di lasciare che le persone parlino di sé e di come si sentono. Lascia raccontare i fatti positivi, i colpi di fortuna, le occasioni favorevoli e chiedi: "Qual è la cosa migliore che ti è successo dal nostro ultimo incontro?” Il vantaggio è duplice: in primo luogo, coinvolgerai i dipendenti a livello personale scoprendo di più su di loro; in secondo luogo, se inizi ogni incontro con questa domanda, i dipendenti prepareranno le riunioni pensando a cosa rispondere e dunque ripercorrendo mentalmente i fatti positivi avvenuti. Invece di ripassare le loro stressanti to-do list per non arrivare impreparati, penseranno molto alle parti più positivi della loro vita. I tuoi dipendenti saranno più gioiosi e ottimisti e le riunioni saranno dinamiche e produttive.

5. Festeggia i risultati positivi.

Riconosci ai tuoi dipendenti i successi ottenuti, non importa quanto siano piccoli. La celebrazione del dipendente non deve essere di fantasia, pianificata o costosa. Un riconoscimento può essere semplice come ad esempio la condivisione con i colleghi nel corso di una riunione. In alternativa, potresti ospitare una breve festicciola con il team, nella sala mensa dell’ ufficio. Celebra sempre le pietre miliari di un progetto, le promozioni, le acquisizioni clienti e i compleanni.

6. Elimina velocemente le influenze negative.

Negatività, gossip e lobbismo possono rovinare la coesione del team. Quando un nuovo dipendente sale a bordo, valuta qualcosa in più che il mero prodotto del suo lavoro: nota come interagisce con gli altri membri della squadra e quale sia il suo atteggiamento generale; tieni d'occhio i potenziali conflitti di personalità; se vedi un problema, risolvilo immediatamente.


I grandi gruppi di persone sviluppano naturalmente “cricche” o piccoli gruppi di persone affini, ma sappi che non necessariamente questo influirà negativamente sulla dinamica complessiva del team.

Il buonumore non è necessariamente il “fine” del tuo lavoro, ma potendo essere un buon “mezzo” con cui il lavoro viene svolto, vale la pena di investire una sufficiente attenzione.

Buon lavoro!

 

Antonio Massari

Esperto di Learning Organization Antonio facilita processi partecipati aziendali e territoriali.
Nel terziario avanzato da circa 20 anni è formatore e consulente per il privato e per il pubblico.

Facilita grandi eventi interattivi. Tiene corsi sullo sviluppo delle competenze relazionali, creative e dell’apprendimento, formazione dei formatori.

Ha curato lo start-up di PMI. Progetta ed eroga interventi consulenziali di change management [continua a leggere]

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