Mercoledì, 18 Gennaio 2012 00:00

Il coraggio del dirigente

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Ho trovato, su Harward Business Review, questo articolo sul tema della leadership:

Il coraggio del dirigente, di Rosabeth Moss Kanter

Ne riporto alcuni passaggi:
 
[...]
Senza azioni audaci e senza la capacità di innovare, come può un’economia disastrata sfuggire al declino?
Il coraggio rende possibile il cambiamento. Il coraggio intellettuale è necessario per sfidare il buon senso comune e immaginare nuovi scenari. I leader devono rifiutarsi di 
accettare i limiti o rimanere arginati nei confini di settore. Jeff Bezos ha portato con coraggio Amazon dall’essere un sito e-commerce dedicato alla vendita di libri, all’essere un editore e un produttore di dispositivi elettronici. I leader di Verizon hanno visto limiti sempre crescenti nel settore delle telecomunicazioni, così hanno deciso di investire miliardi in fibre ottiche per accelerare il processo di avvicinamento e collaborazione con Google al fine di entrare nel business degli smartphone Android, pur incontrando grossi cambiamenti nelle loro pratiche aziendali.
 
Il coraggio morale rende le persone capaci di sostenere i loro principi piuttosto che stare a guardare.

[...]
La mancanza di coraggio ostacola cambiamenti positivi a tutti i livelli. Considerate politici inefficaci che cambiano le loro posizioni in base ai voti che potrebbero ricevere e non in base a delle convinzioni. Considerate tutte le volte in cui avete visto persone che sanno di cose che non vanno – e sospettano anche che altri le facciano - ma non ne parlano. Considerate i peccati personali di omissione: non ringraziare, non elogiare o non dare quei riscontri positivi che possono rafforzare le relazioni.
Nelle aziende in difficoltà, ho notato un modello comune. I manager si esprimono in modo ambiguo nel dare risposte su nuove iniziative, stanno a guardare gli sforzi senza dare una mano e senza offrire risorse. Se il progetto funziona dicono di averci da sempre scommesso; se non funziona dicono «Ve lo avevo detto». Decisioni individualiste come non esporsi, accumulare informazioni o rimanere passivi rafforzano il processo di declino del sistema.
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Ma coraggio non significa mancanza di paura. Gli eroi sono terrorizzati dalla morte, ma passano comunque all’azione. Allo stesso tempo, coraggio non significa essere sconsiderati. La sicurezza offre un supporto all’audacia.
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La pratica, la passione e il supporto tra colleghi incoraggiano le iniziative.
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Quando gli altri contano su di voi e voi agite nell’interesse comune piuttosto che per la gloria personale, azioni coraggiose arrivano più facilmente pur se palesate attraverso un’agire individuale.
Rimanere ancorati allo status quo è una tentazione. Una volta stabilita la direzione, diventa la strada più facile da percorrere. Ma anche le altre strade devono essere esplorate, per evitare di rimpiangere domani quella che non abbiamo preso oggi.
 
(per leggere l'articolo su Harward Business Review clicca qui)
 
 
consulenza organizzativa bari
Antonio Massari

Esperto di Learning Organization Antonio facilita processi partecipati aziendali e territoriali.
Nel terziario avanzato da circa 20 anni è formatore e consulente per il privato e per il pubblico.

Facilita grandi eventi interattivi. Tiene corsi sullo sviluppo delle competenze relazionali, creative e dell’apprendimento, formazione dei formatori.

Ha curato lo start-up di PMI. Progetta ed eroga interventi consulenziali di change management [continua a leggere]

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